Gamma Ray: To The Metal! - Recensione

gamma_ray_to_the_metal GAMMA RAY
To The Metal!
Genere: Power/Heavy Metal
Pubblicazione: 29/01/2010
Tipo: Studio Album
Durata: 48 minuti

7/10

Hail to the Metal (Gods)!

Tre anni dopo “Land Of The Free II”, un po’ in sordina, è tornata la mitica band di Kai Hansen con un album che già dal titolo si presenta come una sorta di “tributo” alla musica Metal. Il precedente album era un prodotto di buona fattura anche se forse, ai tempi, non aveva incontrato i gusti di tutti i fan dei Gamma Ray però, dal canto mio, non posso proprio lamentarmi riguardo a quel disco in quanto rimase nel mio stereo per moltissimo tempo. L’unica rogna erano i continui richiami ad altre celebri canzoni Metal (in primis degli Iron Maiden); una cosa sicuramente non voluta dalla band ma che influenza negativamente l’ascolto di un album.

Comunque, se Land Of The Free II mi era piaciuto moltissimo, ”To The Metal!” non è riuscito a colpirmi in egual modo. Sento molto la mancanza di canzoni sullo stile di “Opportunity” ed “Insurrection”, brani molto estesi come minutaggio ma anche molto “atmosferici”; oppure quelle canzoni diciamo così “più semplici”, ma dal grande impatto sonoro come Into The Storm. Insomma, la precedente release dei Gamma Ray la trovavo molto più ragionata e soddisfacente. To The Metal comunque, sotto certi aspetti, mi è piaciuto ma, allo stesso tempo, mi ha anche deluso. Canzoni come la velocissima Rise, Mother Angel, Deadlands, No Need To Cry, Time to Live o la spettacolare All You Need To Know (ospite speciale Michael Kiske!) fanno chiaramente capire di che pasta sono fatti i Gamma Ray ma purtroppo, alternati a questi episodi, ci sono canzoni che si presentano come semplici brani di Power/Heavy Metal “generico”.

A spezzare il ritmo del disco poi ci pensa quella che secondo me è la peggior canzone che i Gamma Ray potessero comporre: la titletrack “To The Metal!”. Gli stessi Gamma Ray hanno dichiarato sul loro sito ufficiale che, la titletrack di questo album, è stata definita, da parte dei fan, come “un brano indispensabile”. Potrà anche essere ma io non capisco proprio il senso di questa affermazione. To The Metal dovrebbe essere l’ennesimo inno al Metal composto da Hansen e soci ma non era per niente indispensabile anzi, era decisamente evitabile! Dopo una Heavy Metal (Is The Law) composta ai tempi degli Helloween ed una spettacolare “Heavy Metal Universe” inclusa in quel capolavoro di Powerplant era così indispensabile comporre un altro inno che alla fine più che un inno sembra un tributo a Metal Gods dei Judas Priest? Confrontate le due canzoni e ditemi se non si assomigliano…forse ancora peggio dello scopiazzamento di Sabbath Bloody Sabbath ai tempi di Majestic (ma almeno quello era un disco fatto bene nel suo complesso…). E non venitemi a dire che i Gamma Ray non hanno mai sentito i classici di queste due band perché non ci credo.

Ed ecco ancora che, dopo vari ascolti, si nota qualcosa di già sentito in questo album. Eh si, ancora richiami ad altre band; fortunatamente non così evidenti come nel precedente album, però comunque presenti. Quindi non ci vorrà tanto a notare per l’ennesima volta influenze derivanti dagli Iron Maiden o gli evidenti richiami “Dream Theateriani” di Deadlands. A questo va aggiunta una grave mancanza di idee; non sarà raro infatti imbattersi in sonorità che paiono esser state ripescate dalla vasta discografia della band, rielaborate e servite all’ascoltatore sotto una nuova veste.

Concludendo; dopo tre anni trascorsi dalla pubblicazione del precedente album mi aspettavo sicuramente qualcosa in più. To The Metal è un album discreto che con certi brani vi regalerà sicuramente delle piccole soddisfazioni ma, purtroppo, vi mostrerà anche le lacune che risiedono nel song-writing abbinate ad una grave mancanza di idee. To The Metal non è un album brutto ma è Power Metal nella norma e, da fan di questa band, so che Kai & co possono fare di più, molto di più. Insomma non so se questo album deluderà o meno i fan della band però a me ha fatto questa impressione.

Helloween: Unarmed - Recensione

helloween_unarmed HELLOWEEN
Unarmed
Genere: Acoustic
Pubblicazione: 29/01/2010
Tipo: Compilation of Re-Recorded Songs
Durata: 59 minuti

7/10

A tre anni di distanza dalla pubblicazione dello spettacolare Gambling With The Devil – album che segnò un grande ritorno da parte delle zucche d’Amburgo – era lecito aspettarsi un disco di inediti ma invece gli Helloween hanno ben pensato di rispolverare alcuni dei loro più grandi successi ri-arrangiandoli in una maniera diversa dal solito, dando così alle stampe una compilation “auto-celebrativa” intitolata “Unarmed: Best Of 25th Anniversary”.

Visti i precedenti (Arch Enemy – The Roots of All Evil) non mi aspettavo un granché da questo disco ma invece ne sono rimasto abbastanza soddisfatto. Se qualche mese fa gli Arch Enemy si erano limitati a riproporre le loro canzoni più celebri senza modificarle più di tanto, gli Helloween hanno ben pensato di aggiungere un po’ di carne al fuoco stravolgendo i loro cavalli di battaglia ed insaporendoli con un sound completamente diverso da quanto potevamo aspettarci. Quindi niente Power Metal in questa occasione, difatti le sonorità di “Unarmed” sono tutt’altro che Metal; quindi aspettatevi un sound molto soft che varia dall’acustico al sinfonico/orchestrale. Ma questo comunque non è un male, anzi, è una mossa azzeccata per giustificare l’uscita di un prodotto del genere.

Oramai i semplici best of stanno per essere completamente accantonati; si vede che il mercato sta virando verso un’altra direzione e quindi, al giorno d’oggi, se una band vuole proprio pubblicare una raccolta di brani, a mio parere, deve seguire la filosofia adottata dagli Helloween. Sicuramente molti storceranno il naso davanti ad un disco del genere appena capiranno che “non è Metal”; però immaginatevi se Deris & co avessero pubblicato un best of di classici ri-registrati mantenendo sonorità fedeli ai brani originali; a quel punto cosa sarebbe successo? Semplice, tutti avrebbero gridato allo scandalo iniziando a fare paragoni tra la voce di Kiske e quella di Deris (due ottimi cantanti ma anche due stili vocali completamente diversi). In questo modo invece il problema non si pone in quanto questi brani ottengono nuova linfa vitale.

Immagino che non saranno in pochi quelli che criticheranno comunque la decisione di riproporre in un’ottica diversa queste celebri canzoni ma io non ci farei troppo caso. Come dicono gli Helloween, questo è un “regalo” ai fan, è una raccolta da non prendere troppo sul serio, è solamente un modo per celebrare i 25 anni di carriera di una band che ha praticamente gettato le basi del Power Metal tantissimi anni fa. Insomma Unarmed è qualcosa di abbastanza spassoso da ascoltare ed è sicuramente più interessante rispetto alla formula adottata dai già citati Arch Enemy o da altre band che pubblicano dei semplici “best of” composti da brani originali ed un paio di bonus track pescate qua e là.

Comunque, dando un’occhiata alla tracklist possiamo intravedere 11 tracce. Nel disco troviamo le rivisitazioni di vere e proprie pietre miliari quali Dr. Stein, Future World, Eagle Fly Free, I Want Out e A Tale That Wasn’t Right alternate ad altri successi dell’era Deris come If I Could Fly, Forever & One, Perfect Gentlemen o la recente Fallen To Pieces. Ma la parte del leone la fa “The Keeper’s Trilogy”, brano che include le tre tracce più epiche della trilogia dei “Keeper Of The Seven Keys” (Halloween, The Keeper Of The Seven Keys e The King for 1000 Years). Questa canzone è stata registrata assieme ad un’orchestra di ben 70 membri ed il risultato è un brano maestoso che in “soli” 17 minuti include tutti i passaggi migliori della mitica trilogia.

Personalmente, tra tutte le tracce, ho apprezzato moltissimo le nuove versioni di Where The Rain Grows (ad essere sincero preferisco quest’ultima all’originale), Future World, Fallen To Pieces ed If I Could Fly. Diversamente non mi hanno colpito moltissimo Dr. Stein ed I Want Out, ma comunque complessivamente il disco è piuttosto interessante nonostante la sua pasta sonora così “soft”. In queste canzoni c’è tanto “feeling” e si sente proprio che la band si diverte suonando questi brani. Nulla è lasciato al caso; anche se si tratta di una semplice compilation, la qualità sonora è eccellente e gli arrangiamenti sono molto articolati, tanto che tra i brani originali e quelli riproposti in questa raccolta si nota una differenza abissale per quanto riguarda il concetto compositivo che sta alla loro base.

Insomma, diversamente da quanto mi immaginavo, Unarmed è una raccolta molto interessante che merita di essere ascoltata dai fan più attaccati alla band. Gli Helloween non vogliono “infangare” il loro passato ma vogliono solamente celebrare il loro 25esimo anno di carriera con qualcosa di “diverso”. Per noi fan ascoltare questo disco può essere un buon modo per ingannare l’attesa del successore di Gambling With The Devil che verrà pubblicato – si spera – tra la fine di questo anno e l’inizio del prossimo.

Gods Of Metal 2010: Gruppi ed aggiornamenti

gods_of_metal_2010 Questa pagina verrà aggiornata ogni qualvolta verrà comunicato qualcosa di nuovo sul Gods Of Metal 2010. Se vi interessa potete salvare questa pagina tra i preferiti del vostro browser (o annotarvi l’indirizzo da qualche parte) e tornare di tanto in tanto a controllare se sono disponibili nuove notizie. Il sottoscritto si impegna a riportare tutti gli annunci – in ordine cronologico – in tempo reale (salvo contrattempi). Stay tuned!

03/02/2010

Con oggi iniziano finalmente ad arrivare le prime conferme sul Gods Of Metal 2010; vengono quindi annunciate due band “minori” (che poi tanto minori non sono quindi possiamo dire che per ora il bill del festival promette molto bene). Il primo gruppo confermato tramite il forum ufficiale del Gods Of Metal è una band che ha da poco pubblicato un album intitolato “The Never Ending Way Of ORwarriOR”…ladies & gentleman, contro ogni mia previsione: gli ORPHANED LAND faranno tappa nel nostro paese in occasione del festival Metal italiano per eccellenza!

Il secondo gruppo invece arriva dalla Polonia, propone sonorità Black/Death ed ha pubblicato di recente un album che non è passato inosservato nel vasto panorama della musica Metal…attesissimi nel nostro paese: i BEHEMOTH!

Per ora queste sono le prime notizie ufficiali riguardo al festival ed al momento non si sa ancora nulla riguardo alla location o alle date ma, secondo vari rumors, il festival DOVREBBE tenersi il 26 ed il 27 Giugno, però attendiamo la conferma che non tarderà ad arrivare. La location invece, come detto dall’amministratore dell’Evo Forum, sarà una “sorpresa”. Vedremo come si evolverà la cosa ma per il momento sembra andare tutto a gonfie vele.

Plugd, la nuova frontiera degli album in streaming?

Stamattina ho letto sul blog Metal italiano per eccellenza (Musica Metal) una curiosa notizia. Riporto di seguito l’articolo in questione:

FEAR FACTORY: tutto il nuovo album in streaming (con una nuova tecnologia)

Mechanize, il nuovo devastante album dei Fear Factory, è ascoltabile in anteprima in streaming gratuito, tramite la tecnologia Plugd, all'indirizzo http://www.plugdtunes.com/fearfactory.
Plugd è una nuova piattaforma d'ascolto di musica in streaming legale, con un "trucchetto": permette di ascoltare in anteprima i brani solamente se si è loggati ad un social network (in questo caso Facebook, ma anche Twitter), e automaticamente mentre voi ascoltate le canzoni, il vostro status si aggiornerà dicendo cose tipo "Sto ascoltando Mechanize dei Fear Factory". Alla fine del brano, per poter andare avanti nell'ascolto, bisognerà lasciare un commento sul social network, o almeno un voto al pezzo.

Insomma, musica gratis in cambio di pubblicità al disco. Voi cosa ne pensate?

Fonte

Anche se si potrebbe pensare, non sono stato attratto dal fatto di poter ascoltare il nuovo album dei Fear Factory visto che non mi piacciono le sonorità proposte da quella band, bensì dalla parte in cui si parlava di una “nuova tecnologia” per quanto riguarda lo streaming in anteprima degli album musicali.

Siccome Paolo (autore del blog) ha posto una domanda alla fine del post io ho risposto nei commenti ma vorrei riflettere su questa tecnologia anche su queste pagine.

Allora, partiamo dal presupposto che la pirateria fa male alle band. E non tiriamo in ballo il discorso che le band prendono solo una piccola percentuale dalle label perché, sarà anche vero, però ci perdono comunque. Al giorno d’oggi siamo in una situazione critica in cui il cliente (in questo caso il “fan” di una determinata band) vuole prima sapere cosa compra e solo poi decidere se effettuare l’acquisto oppure no. Sembra che non esista più l’acquisto a “scatola chiusa” in questa era.

Internet ha in parte risolto questo problema in modo legale visto che moltissime band sono solite pubblicare i loro album di prossima uscita in streaming (per un periodo limitato ovviamente) su Myspace. Però ho sempre pensato che quest’ultimo servizio fosse troppo obsoleto per permettersi di effettuare lo streaming di album interi. Perché direte voi? Semplicemente perché su Myspace in un modo o nell’altro, chi se ne intende un minimo di software, riesce a scaricare tutte le tracce dell’album incriminato. Myspace usa sicuramente delle protezioni ma queste non bastano a quanto pare. Ogni cosa che esce dalle casse del pc può essere registrata… E sicuramente questo sarà il punto debole di tutti i servizi di streaming anche nel futuro, però Plugd secondo me farà la felicità di moltissime band. Ok, anche qui chiunque, volendo, potrà “rippare” illegalmente le tracce, però la band trarrà almeno almeno un po’ di benefici da questa tecnologia. Le band si faranno quindi un po’ di pubblicità tra gli amici dei Social Network ai quali è iscritto l’ascoltatore. Insomma, questa è decisamente una grande novità del quale non ero ancora al corrente. Spero che venga adottata in futuro da altre band e, contando che il servizio è ancora piuttosto giovane (è in fase “beta”) penso che ben presto farà molto parlare di sé.

Trick Or Treat + The Clairvoyants + Killing Touch at Fabbrika della Musica 24 (23/01/2010)

hb Che serata quella di ieri! Adoro questi eventi dove si esibiscono alcune delle migliori Metal band italiane in una sola occasione. Ovviamente, da grandissimo fan dei Trick Or Treat, ero là quasi solo per loro ma ero molto curioso di vedere sia i The Clairvoyants che i Killing Touch di Michele Luppi (ex-Vision Divine). L’evento si è svolto a Casteggio (provincia di Pavia) a quello che prima si chiamava “New Thunder Revolution”, ora rinomato in “Fabbrika della Musica 24”. Ieri sera quindi, accompagnato dal mio grande amico Lorenzo (che ringrazio moltissimo per aver partecipato al concerto anche se il Metal non è proprio il suo tipo di musica preferita) ci siamo avviati a Casteggio per una serata a suon di buona musica. Ero già consapevole del fatto che questo sarebbe stato un grande evento e così è stato.

La Fabbrika della Musica 24 è veramente un ottimo locale. Dopo la chiusura dello storico “Thunder Road” di Codevilla ci voleva proprio un altro locale all’altezza quindi mi complimento con chi ha avuto la grandissima idea di mantenere viva la musica dal vivo (scusate il gioco di parole) in quel paese. Il locale in sé è al passo con i tempi e già dall’entrata si nota la grande cura riposta nei dettagli. Il palco è abbastanza grande e la capienza del locale è piuttosto elevata, quindi il tutto è decisamente all’altezza di questo evento che ha richiamato un bel po’ di metalheads.

Trick Or Treat

Parlando dell’evento, i Trick Or Treat hanno aperto le danze con la loro fantastica Evil Needs Candy Too, seguita aTrick_Or_Treat ruota da Time For Us All. Come sempre i simpatici Trick sprizzano allegria da tutti i pori e sono in grande forma. Ovviamente però, a causa del tempo concessogli, saranno costretti a proporre una scaletta “ridotta” e ad evitare qualche siparietto (come quello che coinvolge Silvano il Rettiliano). Ciò però non toglie nulla alla loro esibizione visto che la musica è sempre di alta qualità e le battute di Alessandro Conti mettono sempre di buon umore il pubblico. Tra le altre canzoni abbiamo avuto modo di sentire le immancabili cover di Girls Just Want To Have Fun e Robin Hood accostate ad altri classici pescati dal repertorio della band come Loser Song ed una Take Your Chance che vede come ospite speciale Michele Luppi; quest’ultimo ci regala un fantastico duetto con AlessanTrick_or_Treatdro. Due dei migliori cantanti della scena Metal italiana (diciamo anche mondiale va..) sono sul palco e ci degnano di una Take Your Chance praticamente identica all’originale (canzone presente sull’ottimo Tin Soldiers). Il concerto si è poi concluso come da tradizione con quella canzone che ha dato il via alla carriera della band: Like Donald Duck. L’esibizione finisce lì ed incredibilmente in scaletta non è stata inclusa nessuna cover degli Helloween e, sebbene io sia un grande fan della band teutonica appena citata, sono contento che i Trick Or Treat diano più spazio alle canzoni da loro composte piuttosto che alle cover. Comunque non ho altro da aggiungere. Dopo tutte le volte che vi ho parlato dei Trick Or Treat su queste pagine non so nemmeno cosa aggiungere di nuovo, sono sempre dei grandi e riescono sempre a regalarmi grandi emozioni! Continuerò a seguirli come ho fatto finora anche in futuro.

The Clairvoyants

Piccola pausa e si parte con i The Clairvoyants, cover band degli Iron Maiden molto conosciuta in Italia. Mi è capitato The_Clairvoyants spesso di sentir dire che i Clairvoyants sono la migliore cover band italiana dei Maiden ma, quando entra in ballo il nome delle leggende dell’Heavy Metal, bisogna sempre valutare di persona. La band ci propone diversi cavalli di battaglia degli Iron quali The Trooper, Rime Of The Ancient Mariner, Wasted Years e The Number Of The Beast. Tutto è ricreato alla perfezione, la voce del cantante è qualcosa di strabiliante. Arrivare a cantare come Bruce non è una cosa semplice ma Gabriele ci si avvicina molto riproponendo anche le movenze e le frasi tipiche del singer dei Maiden. Sul lato strumentale nulla da rimproveraThe_Clairvoyantsre, i due chitarristi macinano riff ed assoli perfetti sulle loro Les Paul come se fosse la cosa più semplice del mondo. Stesso discorso per il bassista che ci degna di quell’inconfondibile sound che ha reso celebre il grande Steve Harris. Per quanto riguarda la batteria, c’è una brutta notizia. Infatti Manuel si è infortunato il giorno prima cadendo dal palco e di conseguenza non ha potuto partecipare all’evento. A salvare la band è arrivato però un altro batterista di una band della quale purtroppo mi sfugge il nome. Ebbene, anche se con un solo giorno di preavviso (o forse meno), quel batterista accompagna alla grande tutte le canzoni anche se ovviamente non si è potuto imparare i brani composti dai Clairvoyants in così poco tempo a disposizione quindi, almeno per questa serata, dovremo fare a meno di sentire dal vivo le loro canzoni. Si chiude questa fantastica esibizione con l’epica Fear Of The Dark. Una canzone tutto sommato non troppo difficile ma, quando si tratta di ricreare il l’atmosfera di quel brano non è una cosa molto facile. I The Clairvoyants invece riescono a riproporre tutto al meglio.

In definitiva i Clairvoyants mi hanno fatto veramente un’ottima impressione. Non conosco abbastanza cover band degli Iron per affermare questa cosa ma sono quasi certo che loro sono veramente la migliore cover band della “Vergine di Ferro”. Spero di rivederli in futuro!

Killing Touch

E siamo pronti per l’ultima esibizione, quella dei Killing Touch. Questa band è stata formata da Michele Luppi dopo che Killing_Touch quest’ultimo ha tagliato i ponti con i Vision Divine. Quello dei Killing Touch è un progetto molto interessante e, viste le numerose date sostenute negli ultimi mesi dalla band, devo immaginare che la loro musica piaccia veramente tanto. Io avevo preso il loro disco tempo fa ma, dopo qualche ascolto un po’ distratto, lo avevo messo in disparte, salvo ripescarlo una decina di giorni fa in preparazione di questo concerto. Diciamo che inizialmente quell’album non mi piaceva moltissimo, era un po’ troppo “intricato” per i miei gusti però in questi ultimi giorni sono riuscito ad apprezzarlo moltissimo. Oltretutto mi è piaciuta molto la storiaKilling_Touch narrata dal concept, incentrato sul romanzo “La Zona Morta” di Stephen King. I Killing Touch, con One Of A Kind, hanno confezionato un sound fenomenale che varia dal Power melodico all’Hard Rock, il tutto con un retrogusto Prog. Trovo la loro musica molto espressiva anche se purtroppo non mi sono entrate in testa tutte le canzoni, per cui, in fase “live”, non sono riuscito a collegare alcuni brani al loro rispettivo titolo. Ricordo però con piacere (sempre se non confondo i titoli) The Danger Zone, Thy Will Be Done, One Of A Kind (ottima!!) e The Touch. A completare il tutto è arrivata anche “La Vita Fugge”, pescata da quel capolavoro di nome Stream Of Consciousness (Vision Divine), spezzata alla fine da un divertente siparietto dove Luppi scherzava con il pubblico. Infine si è chiusa la serata sulle note di Burn dei Deep Purple cantata ad alta voce dai presenti.

Concludendo, sono rimasto colpito moltissimo anche dai Killing Touch che ripropongono alla perfezione delle sonorità non proprio immediate ma che riescono comunque a farsi apprezzare alla grande dai fan. Sicuramente continuerò ad ascoltare il loro One of a Kind finché non lo memorizzerò al meglio e poi aspetterò il loro nuovo album con il quale penso riusciranno a riproporre sonorità ancora più riuscite.

In definitiva un grande evento con tre grandi band che uniscono le forze per dare vita ad una serata di ottimo Metal Italico. Anche volendo, non riesco a trovare un difetto a nessuno dei tre gruppi, sono stati veramente fenomenali, nessuno escluso. Un altro evento indimenticabile è stato archiviato…