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| Motley Crue: Greatest Hits |
| Voto Complessivo: N/A Tipo: Best Of/Compilation Genere: Glam Metal Data di Uscita: 17/11/2009 |
| Tracklist: 01) Too Fast for Love 02) Shout at the Devil 03) Looks That Kill 04) Too Young to Fall In Love 05) Smokin' In the Boys Room 06) Home Sweet Home 07) Wild Side 08) Girls, Girls, Girls 09) Dr Feelgood 10) Kickstart My Heart 11) Same Ol' Situation (SOS) 12) Don't Go Away Mad (Just Go Away) 13) Without You 14) Primal Scream 15) Sick Love Song 16) Afraid 17) If I Die Tomorrow 18) Saints of Los Angeles 19) The Animal In Me (Remix) |
Metto subito in chiaro due cose per non scatenare polemiche. Sono un grande fan dei Motley Crue. Non li conosco da moltissimo ma i Motley sono una di quelle poche band della quale apprezzo l’intera discografia. Ed inoltre, la loro esibizione al Gods Of Metal 2009 per me è stata la più coinvolgente tra tutti i concerti che ho visto finora. Quindi, con la presente recensione non voglio gettare fango sul nome dei Motley Crue, bensì sottolineare cosa non funziona. Inoltre non ho comprato questo album proprio perché lo reputo uno dei best of più inutili di sempre, mi baso sulla tracklist e sull’ascolto dell’album in streaming da questo sito.
Dunque, nel 2005 uscì un ottimo “best of” intitolato “Red, White & Crue”. Personalmente non vado matto per le compilation però quella in particolare aveva un senso. Era una compilation uscita appositamente per riportare sulla scena i leggendari Motley Crue freschi da una reunion dei 4 membri originali. Aggiungeteci anche il fatto che erano presenti tre canzoni inedite (Black Widow, If I Die Tomorrow e Sick Love Song) e capirete che quel “best of” almeno dava ai fan un motivo per essere comprato. Ed io stesso possiedo quella raccolta e fu proprio grazie a quella compilation che iniziai ad ascoltare i Motley Crue. La tracklist di quel disco era ben bilanciata e conteneva tutte quelle canzoni che avevano reso celebri la band. Il best of era disponibile in versione “doppio CD” e “CD singolo”, la prima racchiudeva quasi 40 canzoni mentre la seconda “solo” 18. I brani ripercorrevano un po’ tutta la carriera della band e poteva essere tranquillamente considerata come il loro “best of” definitivo.
La stessa situazione si ripete oggi con qualche grossa eccezione. Siamo nel 2009, la band ha appena terminato quel tour che li ha portati a suonare in tutto il mondo ed è da poco più di un anno che è stato pubblicato un ottimo album di nome Saints Of Los Angeles. Oltretutto nel 2006 fu pubblicato anche Carnival Of Sins, ottimo live che proponeva gran parte dei classici della band. Quindi, che motivo c’è di far uscire, solo dopo 4 anni dall’ultimo “best of”, un’altra compilation?
Analizziamo meglio la tracklist, chissà..magari troviamo un buon motivo per comprare questo disco. Facendo un veloce paragone con “Red, White & Crue”, se non vado errato, le uniche tracce “bonus” che possiamo trovare sono le recenti Saints Of Los Angeles e The Animal in Me in versione remix. Se non ho capito male poi, dovrebbe essere disponibile anche una versione con un bonus DVD del Crue Fest 2. Quel DVD sarebbe interessante se fosse incluso nella normale versione del Greatest Hits ma, a quanto pare, è solo un esclusiva della catena “Best Buy” per il momento (non ne sono sicuro però, le informazioni a riguardo sono confusionarie).
Quindi a cosa serve questo best of? Solo ad aggiungere in una raccolta due canzoni estratte dal loro ultimo album in studio? Un po’ pochino, o sbaglio? Riuscite a trovare un motivo per comprare questo best of? Posso capire un fan collezionista che cerca di comprare tutto ciò che porta la scritta del suo gruppo preferito ma per il resto chi dovrebbe mai comprare una cosa del genere quando nei negozi si trova ancora un ottimo e ben più completo “Red, White & Crue”? Da fan mi sento preso in giro da questa inutile operazione commerciale, avrei sicuramente preferito un nuovo live album piuttosto che una raccolta del genere.
Meno male che tra un paio di mesi uscirà il nuovo album solista di Vince Neil “Tattoos & Tequila”…

isti erano i grandissimi Trick Or Treat, band Power Metal modenese che ho già visto live in ben 3 occasioni (esibizione a Cremona compresa). Già all’entrata nel locale mi sembrava di essere a casa. Il Midian Pub è veramente un fantastico locale; molto atmosferico e arredato ad hoc. Vi assicuro che ogni singola parte dell’arredamento meriterebbe una foto ma purtroppo non ne ho scattata nemmeno una. Diversamente ho fatto un paio di foto ai Trick Or Treat e potete trovarle di seguito anche se sono venute un po’ male. L’esibizione dei Trick Or Treat era programmata per le ore 22.00 ma, fortunatamente, iniziarono un’ora/un’ora e mezza dopo (eh si, ero molto in ritardo). Il concerto iniziò, incredibilmente, senza nessuna introduzione ed un po’ mi è dispiaciuto visto che adoro l’opener It’s Snack Time, però fa niente. Subito mi ritrovai davanti alla potenza sonora emanata dagli strumenti dei Trick Or Treat che si apprestarono a scaldare il pubblico con la fantastica Evil Needs Candy Too, seguita a ruota dall’altrettanto spettacolare Time For Us All. Due gemme estratte da quel debut album tanto apprezzato da noi fan dei Trick Or Treat. Sullo “sfondo” della coreografia notai subito la presenza della nuova “mascotte” dei Trick Or Treat (soprannominata “Incantastronzi”) poggiata sopra ad un amplificatore. L’incantastronzi non poteva mancare!
ske (ex-Helloween, Place Vendome). In quell’occasione però, Hello Moon, fu cantata alla perfezione da Alessandro Conti. Ricordo poi le cover di Future World (Helloween Cover), Robin Hood (Cristina D’Avena Cover) e Girls Just Want To Have Fun (Cindy Lauper Cover); come sempre suonate alla perfezione. Poi, come dimenticare i brani più recenti del repertorio della band? Oltre alla già citata Hello Moon, infatti, trovarono posto in scaletta Loser Song (della quale presto sarà girato un videoclip), Paper Dragon e Take Your Chance; quest’ultima cantata dal solo Alessandro Conti (la versione originale prevede un duetto tra Alle e Michele Luppi dei Killing Touch) e devo dire che quest’ultima è stata la canzone che ho preferito di tutta la serata. Il pubblico poi chiese a gran voce una canzone che i Trick Or Treat suonano molto raramente e la band non si la ripropose in quella serata senza problemi, e così partì il riff di Back As A Pet! Quest’ultima canzone fu eseguita molto bene contando che i Trick Or Treat non la suonano da un bel po’ di tempo.
poi l’esecuzione di I Want Out (Helloween Cover) e di Breaking The Law (Judas Priest Cover). La prima cover si è trasformata in un duetto tra Alle ed un ragazzo arrivato direttamente dalla Sardegna solo per vedere i Trick Or Treat (grandissimo!). Invece Breaking The Law, come ben sapranno le persone che seguono assiduamente i Trick Or Treat, è la sorpresa dei più recenti concerti della band e viene accompagnata da un siparietto molto divertente che vede protagonista un pupazzetto soprannominato “Silvano il Rettiliano” che “duetta” al microfono con Alle (in fondo all’articolo potete vedere un video di questo simpatico siparietto, ovviamente non è riferito alla serata del 7 Novembre). Infine trovarono spazio in scaletta Eagle Fly Free (Helloween Cover) e la fantastica ed immancabile Like Donald Duck. Entrambe scatenarono parecchio movimento sotto al palco.
volume piuttosto alto del suo basso, si riuscivano a notare anche i passaggi più “nascosti”. Mirko (batterista) quella sera aveva a disposizione una batteria con doppiacassa che gli ha permesso di esprimersi al meglio ed eseguire tutte le canzoni con una grande carica. Ed infine Alle (cantante) ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori cantanti della scena metal regalando una performance strepitosa sia a livello vocale che ad interazione con il pubblico. L’unica pecca era la non-presenza del tastierista che avrebbe donato ancora qualcosa in più a questo pressoché perfetto concerto. Comunque, dopo aver visto per tre volte questa band, posso dire che questi ragazzi ci sanno fare e si adattano bene in ogni contesto ed occasione trovando sempre modi nuovi per interagire con il pubblico. Quella sera io ero piuttosto triste per motivi personali (e forse per questo non mi sono nemmeno goduto al 100% il concerto) però i Trick Or Treat riuscirono a farmi tornare felice con le loro canzoni così cariche di allegria e grazie alle loro trovate che riescono sempre a strappare qualche risata ai presenti. Mi piacerebbe molto rivedere ancora questa band suonare al Midian Pub quindi attendo un’altra loro tappa a Cremona. Stay Happy!
Nel
ma purtroppo qualcosa andò storto ed il successivo album (One Way Ticket To Hell…And Back) non si rivelò all’altezza delle aspettative; la band iniziò a perdere punti, i fan iniziarono a voltargli le spalle e la conseguente dipartita del leader (Justin Hawkins) non aiutò di certo il gruppo, oramai prossimo allo scioglimento. I restanti membri poi si unirono successivamente sotto al moniker Stone Gods che non riscosse minimamente il successo dei The Darkness non tanto per la qualità musicale ma forse proprio a causa della mancanza del carismatico Justin e della sua grandissima voce.
