Video Rotation: The Darkness - Tra Successo ed Insuccesso

The_Darkness Nel precedente intervento appartenente a questa serie parlavo dei ricordi legati al periodo in cui seguivo MTV. Questa volta invece vi racconterò qualcosa su una band specifica, conosciuta tanto tempo fa proprio grazie ad MTV. Correva l’anno 2003 e qualcosa riuscì a farsi notare dal grande pubblico. Tanto era il pattume che girava sull’emittente televisiva/musicale più amata dagli italiani ma una grande band stava per fare la sua grande entrata in scena. Erano i The Darkness, gruppo proveniente dall’Inghilterra che stava per debuttare con l’album “Permission To Land”. Questa band proponeva un Hard Rock molto piacevole ed orecchiabile che aiutò il gruppo ad ottenere un grandissimo successo in men che non si dica servendosi proprio di quella emittente televisiva famosa per trasmettere musica molto “easy listening”. Il successo dei The Darkness però non si fermò lì..infatti, a fine anno, la band era stata eletta “Band rivelazione del 2003” tra i premi assegnati dai lettori di riviste musicali come Rock Sound e Metal Hammer. Devo dire che fui veramente felice di veder crescere così in fretta una band fresca di debutto. Sapevo di assistere a qualcosa di storico. Io li avevo scoperti proprio grazie al primo singolo che venne trasmesso a ripetizione su MTV: I Believe In A Thing Called Love. Ai tempi non ascoltavo molti gruppi e di conseguenza compravo pochissimi album ma appena sentii l’energia emanata da questo gruppo andai a prenotare quel Permission To Land; album che tutt’ora conservo molto gelosamente.

Fin qui tutto procedeva alla grande. Io pensavo/speravo che i The Darkness stavano per scrivere una nuova pagina nella storia del RockPermission_To_Land_The_Darkness ma purtroppo qualcosa andò storto ed il successivo album (One Way Ticket To Hell…And Back) non si rivelò all’altezza delle aspettative; la band iniziò a perdere punti, i fan iniziarono a voltargli le spalle e la conseguente dipartita del leader (Justin Hawkins) non aiutò di certo il gruppo, oramai prossimo allo scioglimento. I restanti membri poi si unirono successivamente sotto al moniker Stone Gods che non riscosse minimamente il successo dei The Darkness non tanto per la qualità musicale ma forse proprio a causa della mancanza del carismatico Justin e della sua grandissima voce.

E così finì un sogno. Una delle band più promettenti degli ultimi anni finì per diventare solo un ricordo nelle teste dei fan. Io continuo a sperare in una reunion dei The Darkness ma la vedo come una cosa quasi impossibile, anche se ci sono voci insistenti a riguardo. Comunque i The Darkness ci hanno lasciato un’eredità, quel fantastico Permission To Land che ricorda i tempi d’oro nei quali un gruppo arrivato dal nulla diventa un nome molto celebre in un battibaleno salvo poi precipitare alla stessa velocità. Che dire, saranno arrivati in alto troppo in fretta? Avranno capito che non sarebbero più riusciti a fare della musica di alto livello? O forse si sciolsero solamente a causa di incomprensioni tra Justin Hawkins ed il resto della band? Chi lo sa, però io continuo ad aspettare il loro ritorno. Nel frattempo godetevi le loro canzoni accompagnate da spassosi videoclip che mostrano al 100% la follia della band.

The Darkness – I Believe In A Thing Called Love

Questo video mi fece conoscere la band. La canzone funziona bene ma personalmente non l’ho mai apprezzata più di tanto. Su Permission To Land sono presenti brani decisamente più riusciti però questa traccia mette in luce le capacità della band ed, a livello mondiale, spalancò le porte del successo al gruppo.

The Darkness – Growing On Me

Questa, insieme a Love Is Only A Feeling è, a mio parere, la migliore canzone più riuscita dei The Darkness. Il video è molto spassoso ed originale; tutta l’essenza dei The Darkness è racchiusa in questi 4 minuti di video/canzone (l’introduzione è un po’ lunga, semmai saltate subito al quarantesimo secondo).

The Darkness – Christmas Time (Don’t Let The Bells End)

Questo video, se non ricordo male, venne trasmesso nel periodo Natalizio del 2003. La canzone non era presente su Permission To Land per cui fu una gran bella sorpresa. La canzone è ottima ed il video riesce sempre a divertirmi. Per me questa è stata veramente l’ultima canzone inedita dove sentivo i The Darkness in ottima forma, peccato che poi non abbiano mantenuto questa energia sul successivo platter.

The Darkness – Love Is Only A Feeling

Ed infine la canzone più sdolcinata presente su Permission To Land: Love Is Only A Feeling. Veramente un ottimo brano, ottimo anche da dedicare a delle ragazze. Il video è molto colorato ed in assoluto decisamente più “serio” di tutti gli altri videoclip della band. Li ricorderemo così…

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7 Commenti

Euterpe

Anche a me piaceva parecchio quel disco pur rendendomi conto che non aveva nulla di originale.In alcuni brani il riferimento ai queen era più che palese.

Gabriele

Permission To Land a me piace da morire e poi la voce del cantante è qualcosa di incredibile.
Faceva degli acuti veramenti stupendi, che peccato che si andata a finire così. :-(

Bass Paul

Il mondo della musica oggi è crudele. Pupi anche scrivere canzoni bellissime ma se non cadi nella rete che conta, non c'è nulla da fare. E poi i fans, e gli stessi interpreti, sono troppo viziati e musicalmente poco competenti.
Adesso, chi sfonda non fa altro che riproporre cose già sentite.

blackzun

Permission To Land è un gran bell'album che però dura solo 39 minuti. Un bell'hard rock senza troppe pretese a mio parere che fila liscio senza problemi. Euterpe ha detto una cosa giusta: ci sono troppe cose che ricordano i Queen. A mio parere, è solo Hawkins che fa somigliare il suo (ex) gruppo ai Queen in quanto è palese l'imititazione e per modi di fare e per voce in falsetto del cantante. Peccato però che si siano sciolti, era uno dei pochi gruppi che passava su Mtv che ritenevo decente rispetto a tutti gli altri video in rotazione.

Bass Paul

...e poi, quando arrivi al successo, discografici e showbiz, ti bruciano!

Anonimo

Faccio un'ipotesi...

Volenti o nolenti, i rocker europei in generale prima o dopo devono farsi un tour negli USA e confrontarsi con i 'fenomeni' americani e la maggior parte delle volte le cose vanno male perché il pubblico (e soprattutto l'ambiente) del rock d'oltre oceano è molto più esigente di quello europeo.

Di questi tour in USA dei rocker made in EU infatti non se ne sente quasi mai parlare proprio per questo motivo, ma persino gente come Ligabue c'è dovuto andare 2/3 anni fa e non si portò la sua band storica (i clan destino) ma solo il chitarrista Poggipollini. Gli altri elementi li cercò tra i musicisti della scena americana, in media molto più bravi, in grado di imparare tutta la semplice scaletta in un attimo e suonarla in concerto decisamente meglio di quanto fosse stato mai fatto prima. In ogni caso il giornalismo specializzato si guardò bene dal fornire notizie in merito.

E' possibile che i probabilmente troppo giovani Darkness possano aver trovato primi motivi di contrasto proprio durante quella situazione, sicuramente stressante perché il tour in USA è, da sempre, la cartina tornasole del vero valore di una rock band.

Ricordo infatti che si parlò moltissimo su MTV dell'allora imminente tour USA dei Darkness e poi più nulla, nessuna notizia in merito, né durante e né dopo il tour, fino all'uscita del bruttissimo secondo Album.

In realtà, per fare un esempio, ci sono validi motivi per i quali la nostra PFM è ancora oggi la rock band italiana più popolare al mondo; tra questi senz'altro le capacità tecniche molto superiori alla media ed il fatto che, non a caso, è stata l'unica rock band italiana della storia a riuscire ad entrere in classifica Billboard negli Stati Uniti.

E' un peccato per i Darkness, hanno fatto senz'altro un bel disco (Permission to Land) ma questo (è storico) da solo non basta mai perché per arrivare a certi livelli nella musica rock occorre essere fenomeni.
Forse se il loro menagement e la loro label li avesse tutelati di più e non li avesse mandati allo sbaraglio come veniva fatto con le meteore del pop degli anni '80, ora i Darkness sarebbero ancora una band attiva. Questo però non significa automaticamente che avrebbero mai potuto fare altri dischi belli come quello d'esordio e ciò potrebbe avere spinto, per l'apunto, il loro management a darci dentro al massimo da subito, perché sarebbe finito presto il periodo di grazia e bisognava guadagnarci il più possibile.
In fondo sono conti fatti da gente abituata a farne.

Per quanto mi riguarda credo che sia bello così: meglio ricordare una band per un disco cult piuttosto che per una cospiqua discografia mediocre.

Antonio

@Anonimo: complimenti, ti ringrazio moltissimo per il commento ben esposto ed approfondito. Hai pienamente ragione :)

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