In Tormentata Quiete: Teatroelementale - Recensione

 IN TORMENTATA QUIETE
Teatroelementale
Genere: Avantgarde Metal
Pubblicazione: 12/10/2009
Tipo: Studio Album
Durata: 57 minuti

8.5/10

Sipario…

Conosco questa band da Giugno 2009. In quel periodo sentii per caso una loro canzone in anteprima su Radio 1: “L’alchimista”. La traccia fu presentata dal regista Marco Manetti che era ospite speciale della trasmissione radiofonica “Stereonotte”. Subito rimasi colpito dalla particolarità di questa band. La canzone era completamente cantata in Italiano e proponeva sonorità molto interessanti. Quel brano mi colpì all’istante e così cercai informazioni a riguardo. A quei tempi la band aveva all’attivo solamente un Demo ed un album. Così andai alla ricerca di quest’ultimo. Non riuscii a trovarlo da nessuna parte ma, alla fine, riuscii a farmi prestare una copia originale da un conoscente. Il loro debut album era un lavoro veramente spettacolare del quale avevo anche preparato una recensione (in seguito cancellata perché l’avevo scritta malissimo).

In quell’album, gli In Tormentata Quiete, proponevano un mix tra tanti generi musicali. Si spaziava dal Black Metal al folk e si arrivava fino a soluzioni più vicine al Progressive. Quell’album mi colpì per la sua dose di aggressività alternata a veri e propri colpi di genio. Insomma, ero sempre più soddisfatto di essere italiano. Quell’album era veramente un buon lavoro però, a tratti, forse era un po’ troppo dispersivo. Era come se la band in alcuni punti esagerava ad inserire troppi elementi o si perdeva per strada.

Assimilato per bene quell’album non facevo altro che aspettare il suo seguito non vedendo l’ora di poter riascoltare “L’alchimista”. Così decisi di non farmi sfuggire il nuovo Teatroelementale e lo ordinai qualche giorno prima della sua data di uscita presso il mio negozio di fiducia.

Così, qualche giorno fa, mi misi all’ascolto del nuovo album ma, stranamente, provavo una sensazione di “pessimismo” mentre ascoltavo per la prima volta le canzoni. Questa sensazione mi perseguitò anche durante gli ascolti successivi fino al punto in cui iniziai a notare qualcosa. Più ascoltavo l’album e più, nelle canzoni, traspariva qualcosa che riusciva a tenermi incollato all’album. Dopo diversi ascolti, finalmente riuscii ad estrarre il nettare dell’album e notai una classe sopraffina; una caratteristica che non è da tutti. Le canzoni avevano qualcosa di particolare…una retrogusto molto piacevole. E così mi convinsi di avere tra le mani un album di ottima fattura, molto più riuscito del precedente platter.

Scendendo nello specifico, Teatroelementale è un concept-album. Questi tipi di album sono qualcosa di spettacolare ma il brutto è che per capire la storia che si cela dietro le canzoni dobbiamo studiarci ogni singola parola e tradurre mentalmente i testi in italiano. Ma siccome i testi di Teatroelementale sono tutti nella nostra lingua è ancora più facile capire il significato nascosto dietro all’album. E devo dire che è veramente una cosa spettacolare riuscire ad interpretare i testi di un concept-album già dai primi ascolti senza leggere i testi. Alla fine è come seguire la trama di un film, o meglio, assistere ad un Opera Teatrale, però immaginando ciò che accade durante l’ascolto. Ora non voglio rovinarvi la sorpresa svelandovi la trama del concept ma vi basta sapere che tutto ruota intorno al teatro drammatico e posso assicurarvi che gli In Tormentata Quiete non scadono mai nella banalità. I testi sono molto profondi e contengono molte metafore, alcune delle quali piuttosto complesse, che terranno impegnata la mente dell’ascoltatore, intento a comprendere il messaggio celato dietro ai testi di difficile interpretazione. Di band Metal che cantano nella nostra lingua ce ne sono tante ma c’è anche da dire che non sempre la lingua italiana si adatta a questo genere musicale. Gli In Tormentata Quiete invece riescono a sorprendere anche sotto questo versante ed abbinano la lingua italiana alle loro canzoni senza incontrare la minima difficoltà. Il risultato è sbalorditivo ed i testi, a tratti, sembrano addirittura poetici vista la cura riposta negli stessi durante la fase di songwriting.

In questo album però, non ci sono solo canzoni. Avrete infatti notato che i vari brani si alternano a dei Monologhi (caratteristica tipica del teatro) nei quali, come giusto che sia, a recitare è una sola persona (in questo caso un uomo o meglio, la pazzia di un essere umano). I Monologhi sono fondamentali ai fini di questo concept perché narrano dei passaggi importanti della trama. Anche questi non scadono mai nella banalità e danno un tocco di eleganza in più al concept. Diversamente da quanto si sente dire in giro, questi monologhi sono tutt’altro che noiosi anzi, potrei dire che senza di essi Teatroelementale perderebbe gran parte della sua linfa vitale.

Alla fine, se togliamo le tracce “recitate”, le canzoni vere e proprie che rimangono sono sette e sono tutte di altissima qualità. Tutte le tracce sono molto sperimentali e tutt’altro che prevedibili. Gli episodi che mi hanno colpito di più sono la già citata “L’alchimista”, “Il Pianto della Terra”, “Il Canto Del Mare” e “Le Illusioni del Vento”. Adoro queste canzoni perché al loro interno hanno qualcosa di veramente speciale e propongono sonorità molto varie e mai ripetute per troppo tempo. Tutto è dosato con cura senza esagerazioni o carenze, vedrete, rimarrete stupiti dalle sonorità ricreate dai vari brani.

Come già detto, gli In Tormentata Quiete, sono una band sperimentale difficile da inquadrare in un genere musicale ben preciso. Alla fine però, tenendo conto delle sonorità/strutture delle canzoni, il genere che più si adatta a questa band è l’Avantgarde Metal. Diciamo che nella loro musica ci sono influenze derivanti dal Black Metal, dal Progressive, dal Folk, dal Gothic, dall’ambient ed, in alcuni casi, anche dal Pop o dalla musica Italiana in generale. Unire così tante sonorità in un unico contesto è una cosa molto complicata ma è questa la peculiarità degli ITQ. Ed, in questo caso, le sperimentazioni sono addirittura migliori rispetto al disco precedente. Infatti, in Teatroelementale, tutto sembra più “unito” ed è molto difficile trovare dei passaggi che suonano a vuoto. Tutto ha un senso compiuto e ogni elemento contribuisce a creare l’atmosfera necessaria ad accompagnare un’Opera (con la “O” maiuscola) di questo calibro.

La cosa che più mi ha colpito è il lavoro svolto alle tastiere. Solitamente non do molta importanza al ruolo delle tastiere nel contesto Metal ma qui, il tastierista, ha svolto un lavoro certosino ricreando atmosfere dense di “phatos”. Poi ci sono delle chitarre tiratissime che alternano riff pesantissimi a parti acustiche spettacolari, un basso che accompagna alla grande le canzoni e si fa notare molto spesso e poi ritmiche di batteria molto elaborate e sempre in primo piano. Nel precedente album, forse a causa del mixing, la batteria era leggermente più “nascosta”. Questa volta invece tutte le battute sono rese alla perfezione; tutto questo grazie ad una produzione al passo con i tempi. Ora possiamo notare facilmente anche le più piccole sfumature che caratterizzano il sound di questa band. E ci voleva! Sempre nel precedente album, anche le voci venivano un po’ penalizzate a causa della produzione non proprio al top. In certi passaggi, quando ad esempio entravano in scena tre voci in contemporanea (voce pulita, voce femminile e scream) si creava troppa confusione, a mio parere. Ed anche questo è stato risolto. Ora anche se sono presenti tre voci in contemporanea, si possono distinguere perfettamente tutti gli strumenti in background e anche le stesse voci riescono ad amalgamarsi in una maniera eccellente. Dietro al microfono troviamo Giovanni Notarangelo, addetto alle clean vocals; queste ultime, molto spesso, vengono alternate (o accompagnate) dal violentissimo Scream di Marco Vitale. Inoltre, in tre canzoni dell’album, fa capolino anche la voce femminile di Edera dei Domina Noctis, che riesce a regalare una performance formidabile.

Cosa dire di più? Teatroelementale è sicuramente un prodotto migliore del suo predecessore. Ciò che determina questo successo è la maturità artistica raggiunta dalla band, una produzione eccellente ed un concept molto elaborato. Questi elementi fanno in modo che Teatroelementale sia un album molto particolare e ben studiato in ogni suo istante. Forse però è un disco meno immediato del precedente platter. A mio parere Teatroelementale necessita di ascolti “raccolti” (almeno nei primi tempi) per essere apprezzato appieno. Io ho provato ad ascoltarlo sia in cuffia che sullo stereo e devo dire che la differenza è abissale. Teatroelementale da il meglio di sé in cuffia e solo se l’ascoltatore è concentrato al 100% sul contesto dell’album. Richiede quindi molta attenzione e molto interessamento per far sì che voi possiate sentire ciò che la band voleva veramente trasmettere all’ascoltatore. Sicuramente non è un album adatto a tutti i palati. Teatroelementale è un prodotto decisamente più adatto a chi è aperto alle sperimentazioni ed agli ascolti un po’ complicati che vanno aldilà dei soliti schemi. Però ditemi: quante band metal italiane decidono di fare un concept nella loro lingua madre? Ecco, questa è un’opportunità fantastica per noi che possiamo comprendere appieno il significato della trama (già complicata di suo), diversamente da chi abita all’estero.

In definitiva: acquisto obbligatorio per chi è aperto alle sperimentazioni, altamente consigliato invece per chi ha voglia di ascoltare qualcosa di nuovo che non segue i soliti schemi e per chi vuole sentire musica made in Italy di altissimo livello accompagnata da testi evocativi.

“Un grande Teatro, fino all’ultima tragedia…”

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8 Commenti

Anonimo

Ciao, l'ospite speciale di stereonotte era il regista Marco Manetti.

Antonio

Grazie mille, allora non mi ricordavo bene..correggo subito

Anonimo

Teatroelementale è senza dubbio il disco più bello dell'anno.
Love ITQ forever!

Luigi Russo

Sono riuscito a sentire qualche canzone, mi piacciono!! Sicuramente cercherò di approfondire ;)

blackzun

stò ascoltando l'album omonimo della band, e devo dire che musicalmente non sono malaccio, anzi... ma l'urletto stile dani filth dai cradle of filth mi da abbastanza sui nervi. Magari se trovo Teatroelementale provo ad ascoltarlo

Luigi

Marco Vitale spacca, Dani Filth col cazzo che ci riesce!
Questa è gente che suona dagli anni '90 e questo nuovo disco aggiunge senza dubbio un bellissimo tassello all'incredibile puzzle che vede sempre di più gli ITQ come una una cult band nazionale e forse non solo

MetalBestio

Grandi gli ITQ!
Loro ce la fanno!
anche senza la DeFilippi
perché la loro musica è semplicemente troppo bella!!

Anonimo

IN TORMENTATA QUIETE ORGOGLIO NAZIONALE!!!

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