Epica: Design Your Universe – Recensione

 EPICA
Design Your Universe
Genere: Symphonic Metal
Pubblicazione: 16/10/2009
Tipo: Studio Album
Durata: 75 minuti

8.5/10

Che gli Epica fossero una delle migliori band in circolazione degli ultimi anni era un fatto ormai appurato e Design Your Universe, come vedremo di seguito, non è altro che una conferma. Anzi, forse anche di più di una semplice conferma, perché penso che non saranno pochi quelli che definiranno DYU come il miglior album che questa band abbia mai dato alle stampe.

Gli Epica, grazie all’ottimo The Divine Conspiracy, avevano sbalordito molti fan. The Divine Conspiracy dimostrava l’eccellente maturità musicale raggiunta dalla band. Dopo un album un po’ “soft” come Consign To Oblivion, The Divine Conspiracy attirò quindi l’attenzione dei media per la sua raffinatezza e per le capacità che il gruppo aveva sviluppato. Diciamo che, il sottoscritto, dopo un album come The Divine Conspiracy non sapeva proprio cosa aspettarsi dagli Epica. Ma in fondo me lo sentivo…sapevo che gli Epica, con Design Your Universe, avrebbero dato vita ad un prodotto unico nel suo genere e ancora migliore del precedente album.

Ma cosa rappresenta Design Your Universe? Io lo definirei come l’album più maturo composto da questa band (almeno per il momento) ed allo stesso tempo una sorta di “punto di arrivo”. Con questo intendo dire che in Design Your Universe, i membri del gruppo, riescono a padroneggiare al meglio gli elementi che caratterizzano il loro inconfondibile sound. DYU racchiude tutta l’essenza degli Epica e la eleva alla massima potenza. E se fino a pochi giorni fa definivo The Divine Conspiracy come l’album più maturo della band, ora mi devo ricredere davanti alle fantastiche sonorità di Design Your Universe.

Ultimamente, varie band appartenenti al filone “Symphonic Metal”, scadono un po’ nella banalità e, molto spesso, tendono ad abbracciare sonorità più “rockeggianti” o “pop-oriented” mentre gli Epica restano ben ancorati al nostro caro Metal rendendo ancora più aggressive le sonorità delle loro canzoni. Insomma, gli Epica vanno controcorrente (fortunatamente) e sbaragliano la concorrenza con un album che lascerà a bocca aperta molti di voi.

Questo disco, come da tradizione, è qualcosa di completamente diverso dai lavori precedenti anche se, ovviamente, contiene tutti quegli elementi che gli Epica hanno forgiato durante la loro carriera. In certi punti è un album che addirittura lascia spiazzato – nei primi tempi – l’ascoltatore; intento a fronteggiare sonorità più pesanti e un po’ diverse dal solito. Peculiarità di DYU è infatti la “pesantezza” sonora di certe canzoni. Incredibile poi come la componente “Death” sia stata messa ancora più in evidenza del solito. Un esempio di questa caratteristica lo potrebbe essere un brano come Martyr Of The Free Word, molto probabilmente la traccia più tosta dell’intera discografia degli Epica.

Ma non è finita qui. Pensavate che bastassero solo un po’ di sonorità Metal in più per fare di DYU un album spettacolare? No, gli Epica osano di più e lo fanno inserendo qualcosa di molto speciale all’interno dei vari brani: gli assoli di chitarra. Incredibile ma vero, i Nostri hanno finalmente deciso di inserire questa caratteristica fondamentale nella loro musica ed il risultato è eccellente (vi ricordo che l’unico assolo che gli Epica avevano composto in passato era presente in Beyond Belief del precedente album). Gli assoli non sono mai banali, anzi sono ben ragionati ed inseriti con cognizione nei vari contesti. Probabilmente parte del merito va anche ad Isaac Delahaye che ha sostituito recentemente il vecchio chitarrista, Ad Sluijter.

Altra caratteristica che fa di DYU un prodotto migliore è l’angelica voce della Simons, migliorata ulteriormente rispetto al passato. Già nel precedente album ci regalò una prestazione superba ma in DYU, incredibilmente, si riesce ancora a superare. Comunque la bellissima cantante degli Epica è una garanzia, non c’è bisogno di spendere inutili parole per descrivere le emozioni che riesce a trasmettere. Chi conosce già questa band sa bene di cosa sto parlando.

E se la voce della Simons è migliorata, cosa dobbiamo dire delle growl vocals? Sicuramente, queste ultime, sono state messe ancora più in evidenza del solito ed hanno acquisito maggior spazio all’interno delle canzoni. Non saprei dire se Mark ha fatto un maggior uso delle growl vocals su questo disco rispetto al passato ma l’impressione è quella. L’alternanza tra il growl e la voce pulita della Simons è, come sempre, eccellente. Da ambedue le parti non si esagera mai e, anche se questi sono due tipi di voce altamente contrastanti, gli Epica riescono a gestire sempre al meglio la situazione affiancando questi due elementi con grande stile ed eleganza.

Siamo quasi alla fine; non mi rimane che dire quali canzoni mi hanno colpito di più. Dopo attentissimi ascolti sono giusto alla conclusione che, le canzoni più riuscite (a mio parere, ovviamente) rispondono al nome di: Resign To Surrender, Unleashed, Martyr Of The Free World, Our Destiny, Burn to a Cinder, Deconstruct e la titletrack Design Your Universe. Quelli appena elencati sono tutti episodi eccellenti che mettono in bella mostra le capacità della band regalando emozioni su emozioni. Il resto delle tracce sono comunque ottime anche se un gradino sotto a quelle appena citate. Una nota di merito va anche a Tides Of Time, dove viene dato molto spazio alla nostra amata Simons che riesce a sfoggiare una performance da urlo. E poi c’è White Waters dove una voce così particolare come quella di Tony Kakko (Sonata Arctica) riesce ad amalgamarsi perfettamente con quella della Simons in una gustosa ballad. L’unica traccia che non mi ha colpito appieno è stata Kingdom Of Heaven che non è una canzone brutta ma non è riuscita a trasmettermi molto. Kingdom Of Heaven è una traccia molto varia e con trame complesse dove la classe degli Epica si fa notare benissimo ma, come già detto, a livello “emotivo” non riesce a trasmettermi nulla; ma forse riuscirò a "capirla" meglio in futuro.

E così arriviamo alla fine. DYU dura più o meno 75 minuti; all’inizio vi sembreranno un’eternità ma ripeterete molto volentieri l’esperienza fino al punto in cui l’album vi sembrerà addirittura troppo breve ed allora lo riascolterete in continuazione. E’ sicuramente un album che va capito, va studiato a fondo e non deve essere valutato superficialmente. La band ha dato il massimo per consegnarci il miglior prodotto possibile e quindi da parte nostra si aspettano di essere ricambiati con la stessa moneta perché loro stessi sono consapevoli di aver creato un qualcosa di superbo. Non abbandonate l’album ai primi ascolti, osate sempre di più. All’inizio sarà un disco molto difficile da assimilare (o almeno, nel mio caso è stato così) ma dopo attenti ascolti scoprirete una gemma unica nel suo genere che vi sorprenderà e vi farà compagnia nelle giornate della vostra vita e, a livello mondiale, innalzerà ulteriormente la popolarità degli Epica.

Design Your Universe, in definitiva, altro non è che un album eccellente, gustoso dal primo all’ultimo minuto, ben studiato, suonato e cantato in modo impeccabile, molto vario, molto maturo e che in ogni secondo riuscirà a trasmettervi quell’estrema raffinatezza combinata alla grande classe degli Epica. Nulla è lasciato al caso ed ogni singola nota è stata ricercata per riuscire a trasmettere qualcosa di concreto all’ascoltatore. DYU dimostra che gli Epica sanno capire le esigenze dei loro fan e sanno bene cosa può funzionare e cosa no.

Siamo quindi davanti ad una delle migliori band del momento e, anche se è un po’ troppo presto per dirlo, se gli Epica continueranno in questa direzione non mi sorprenderei se in futuro gli attribuiremo lo status di: Leggende.

Design Your Universe: Epica At Their Best!

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10 Commenti

Lost Knight

La recensione mi è piaciuta e non appena ne avrò la possibilità, ascolterò qualche brano. Gli Epica sono un gruppo che non mi ha mai deluso e vedo che, a quanto pare, continuano a fare buona musica.

Luigi Russo

Mi sà che sarà il prossimo CD che comprerò. Sono d'accordo con Lost, questi non hanno mai deluso. Bella recensione.

LorenzoStormbringer

Ho sentito parlarne molto bene di quest'album,appena posso lo ascolterò!

Antonio

Si è un gran bell'album...ah, mi ero dimenticato di mettere il voto esatto, chiedo venia..quando avevo iniziato a buttare giu le prime righe della recensione avevo scritto un 9 provvisorio però poi di ascolto in ascolto mi è un po' calato, però mi ero scordato di cambiare il voto (anche se ci vorrebbe un 8.7, una giusta via di mezzo :D)

Elena

Grande Antonio! finalmente leggo la tua recensione! Sono d'accordissimo con te ;)

blackzun

Aperòl! ;)

Anonimo

Album ottimo, voto giustissimo 8.5

Anonimo

este album esta genial lo recominedo

Re Stregone

Caspita l'incipit è azzeccatissimo. Io sto ascoltando oggi per la prima volta questo album e sto rimanendo incantato!

Anonimo

unico gruppo insieme ai kamelot che dopo anni di metal ci sta regalando nuova gloria, (con riferimento alle patetiche cadute di stile di grupi storici molto piu' blasonati, e che godono di molto spazio immeritato).

ps. spero che almeno questi due gruppi che oramai stanno diventando leggenda, smettano prima del innevitabile declino compositivo.

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