Nightrage: Wearing A Martyr's Crown - Recensione

 NIGHTRAGE
Wearing A Martyr’s Crown
Genere: Melodic Death Metal
Pubblicazione: 22/06/2009
Tipo: Studio Album
Durata: 51 minuti

7/10

Repentini cambi di formazione. E’ questo il sinonimo di “Nightrage”. Più che una band vera e propria, i Nightrage, sembrano più che altro un “progetto parallelo” che stenta a decollare ma, stranamente, le persone riunite sotto questo moniker, riescono sempre a degnarci di musica di buona fattura. Con il nuovo Wearing a Martyr’s Crown tornano ad infuocare la scena Melodic Death Metal e non deludono le aspettative anche se, qualcosa è andato storto.

Come abbiamo già detto, i Nightrage hanno un problema un po’ grave. Non riescono a trovare una line-up stabile. Se facciamo un paragone con il precedente album – A New Disease Is Born – troviamo una line-up completamente stravolta, tra i quali però, rimane fortunatamente il leader della band, nonché compositore principale della musica dei Nightrage: Marios Iliopoulos. Anche se ci sono questi stravolgimenti infatti, ci troviamo sempre davanti ad un sound riconoscibile, e ciò sta ad indicare il fatto che la mente compositiva è proprio Marios e nessuno può sostituirlo. Quindi poco importa se i Nightrage non hanno dei membri “fissi”.

Apprezzai moltissimo il precedente album per la sua forte dose melodica. Al microfono trovavamo un nuovo cantante al posto del leggendario Tompa (ex frontman degli At The Gates; incise le parti vocali nei primi due album dei Nightrage). Il nuovo cantante però era, a mio parere, poco adatto ad un genere musicale come il Melodic Death. La continua alternanza tra clean vocals e growl sembrava quasi più adatta ad un gruppo Metalcore.

Però, allo stato attuale, grazie all’entrata del nuovo cantante (Antony Hämäläinen) ci troviamo a che fare con dei Nightrage più “classici” che tornano a proporre un Melodic Death Metal più vicino ai loro primi lavori, lasciando da parte quella dose – troppo – melodica contenuta nel loro precedente lavoro. Siamo quindi davanti ad un album di Melodic Death Metal “old school” con qualche leggera sfaccettatura moderna. Quindi definirei questo album più vicino ai primi due lavori della band, piuttosto che al recente A New Disease is Born anche se, qualche sonorità proveniente da quell’album è rimasta.

E fin qui tutto ok. Il brutto arriva quando si ascolta più volte l’album. I Nightrage partono molto bene con i primi brani, per poi cadere inesorabilmente nell’anonimato e nella monotonia più totale. Salvo poi ritrovare la strada qualche minuto dopo. Questa altalenanza non fa di certo bene all’album e forse la band avrebbe fatto meglio a prendersi un po’ di tempo in più per incidere questo disco; tempo che avrebbe permesso ai Nightrage di dare un po’ di “spinta” in più alle rimanenti canzoni.

Wearing a Martyr’s Crown non è un disco brutto, assolutamente. Però si sentono delle mancanze. E, seppur gran parte delle canzoni siano costruite per bene, non trasmettono molto all’ascoltatore lasciando immancabilmente una sensazione di “vuoto”. “Vuoto” che non avevo riscontrato nelle canzoni del precedente album. Eppure ci sono tracce più che buone come Shed The Blood, Collision Of Fate, Abandon e Futile Tears. E poi, su tutte, spiccano sicuramente la titletrack e Mocking Modesty; a mio parere alcune delle migliori canzoni che i Nightrage abbiano mai composto. Per il resto sono in gran parte canzoni che partono bene ma si evolvono nella direzione sbagliata anche se in diversi punti troviamo dei veri e propri “colpi di genio”.

Insomma, la qualità musicale, almeno in parte, è buona ma i Nightrage a mio parere devono impegnarsi un po’ di più lavorando agli album con più calma e cercando di trovare una line-up stabile; in modo da dare vita ad una band “vera e propria” (non che ora non lo siano, però..). Anche perché questa band non ha ancora raggiunto un vero e proprio apice musicale (anche se il primo album era veramente ben fatto) e se ancora non c’è arrivata sarà dura far di meglio in futuro. Nightrage, so che ce la potete fare per cui impegnatevi di più per il prossimo album.

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