Korpiklaani: Karkelo - Recensione

 KORPIKLAANI
Karkelo
Genere: Folk Metal
Pubblicazione: 26/06/2009
Tipo: Studio Album
Durata: 51 minuti

7.5/10

Otto album all’attivo. Sei persone con in comune una grande passione per il Folk Metal. Dieci anni di carriera. Una striscia di album pubblicati circa ogni 12 mesi che non si interrompe dal 2005. Tante idee, tanta voglia di fare, tanta passione per la musica e per la baldoria. Chi sono? Con queste premesse è impossibile non capire che stiamo parlando dei Korpiklaani. Tornano quindi in scena questi simpaticoni con un nuovo album (Karkelo) sul quale appare ancora una volta il vecchio Vaari.

Ma guarda un po’ chi si rivede. Sono tornati i Korpiklaani! E, come di consueto, i Nostri, tornano dopo un solo anno di distanza dalla pubblicazione del precedente “Kornen Kuningas”. I Korpiklaani vengono spesso criticati per la “ripetitività” delle loro canzoni e spesso i fan vorrebbero che questa band si prendesse un po’ più di tempo per comporre gli album. I Korpiklaani però – giustamente – fanno di testa loro e continuano a pubblicare un album ogni anno. Certo, non saranno i Re dell’originalità però per pubblicare un album ogni 12 mesi servono molte idee e molto impegno. Apprezzo molto quello che fa questa band perché sono ben pochi i gruppi che riescono a mantenere questi ritmi senza mai pubblicare un album che si possa considerare “pessimo”.

Karkelo, ovviamente, non delude le aspettative ed ascoltando la musica contenuta in questo lavoro possiamo riconoscere fin da subito il classico stile dei Korpiklaani. Quel Folk Metal schietto che ricrea atmosfere fantastiche trasmettendo all’ascoltatore quella sensazione di “baldoria” che ci ha appassionato fin dai primi album della band.

Non mancano quindi i classici episodi festosi che, in questo album, vengono assegnati al primo singolo estratto da Karkelo, Vodka, ed alla spedita Bring Us Pints Of Beer (oltretutto queste sono le uniche due canzoni cantate in lingua inglese, le rimanenti sono tutte in finlandese). Le canzoni appena citate, come ben potete immaginare, sono i classici brani “sempliciotti” ai quali abbiamo fatto l’abitudine durante tutti questi anni (ovviamente questo non ne intacca minimamente la qualità). Sempre tra le canzoni più spensierate troviamo anche Juodaan Viinaa che però si rivela decisamente più “ragionata” delle già citate Vodka e Bring Us Pints Of Beer.

Fortunatamente i brani più festosi si alternano a tracce più ragionate e, se vogliamo, anche più “sperimentali”. Un esempio ne è Mettänpeiton Valtiaalle. Questo brano si rivela come uno dei più interessanti del lotto e, con i suoi 7 minuti circa di durata, propone vari cambi di tempo e melodie molto piacevoli poste su una struttura ben solida che esce un po’ dagli standard del gruppo.

Procedendo nell’ascolto troviamo, esattamente a metà disco, la fantastica Uniaika; canzone che è, oggettivamente, la più bella sorpresa che “Karkelo” potesse offrirci. Uniaika è sicuramente il brano che mi ha colpito maggiormente e che mette ben in evidenza la grande classe dei Korpiklaani. Come non citare poi, Huppiaan Aarre? Traccia molto lenta ma che di lì a poco si tramuterà in un tripudio di melodie “malinconiche” ma allo stesso tempo molto piacevoli. L’album, infine, non poteva concludersi in modo migliore. Kohmelo infatti, si rivela un brano perfetto per chiudere in stile questo album. Veramente ottime le note che fuoriescono dalle casse durante il ritornello. Il resto dei brani si mantiene su livelli mediamente più che buoni anche se ogni tanto ci imbattiamo in qualche pezzo un po’ sottotono, comunque nulla di scandaloso.

Eccoci quindi al verdetto finale. I Korpiklaani, con Karkelo, ritrovano la giusta via dopo un “Kornen Kuningas” che non aveva di certo entusiasmato i fan a causa della sua monotonia. Karkelo è quindi un passo avanti e, se consideriamo il fatto che i Korpiklaani svolgono un lavoro vero e proprio oltre a quello dei musicisti e, che partoriscono un nuovo album ogni anno, non possiamo far altro che idolatrare questa band per la buona qualità delle composizioni che fanno parte di questo disco. I Korpiklaani sembrano anche diventati più “maturi” grazie a questo Karkelo, inserendo strutture leggermente più evolute, ritmiche più “piene” e riff di chitarra molto più “evidenziati” rispetto al passato (e con qualche venatura “Thrash” in più). Assoluta protagonista dei brani è, come sempre, la voce di Jonne Järvelä che mai delude le aspettative. Quindi, missione compiuta? Direi proprio di si! Se cercate un disco che vi metta di buon umore date una chance a Karkelo.

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Un Commento

Michele Anastasia

Un giorno o l'altro li dovrò ascoltare questi Korpiklaani.
E' strano che non l'abbia ancora fatto,dal momento che io sono un amante del Folk Metal.
Credo che darò un occhiata,o per meglio dire un ascolto,a questo disco.

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