Queensryche: Gods Of Metal 27 Giugno 2009 Report

NOTA: Questo è un articolo collegato al report principale del Gods Of Metal 2009 che puoi trovare QUI.

Per il loro show mi chiedevo “come faranno mai a riproporre le mille atmosfere che caratterizzano la loro musica?”. Nessun problema, la formazione dal vivo della band è all’altezza della proposta musicale alla quale ci hanno abituato durante gli anni. Infatti, ai classici Tate, Wilton, Jackson e Rockenfield si aggiungono Parker Lundgren (chitarrista) e Jason Ames (Tastiere, Chitarra e Backing Vocals). In questo modo i Queensryche, aiutati anche dalle basi pre-registrate, riescono a mettere in piedi uno show che non ha nulla da invidiare alla loro musica su cd. Ogni singola sfumatura è presente anche in concerto ed il pubblico osserva con rispetto questa band anche se, durante la loro esibizione, il movimento è praticamente assente e tutti si godono in santa pace la musica che esce dall’impianto stereo.

Durante l’esibizione della band è iniziata a cadere una leggera pioggia; pioggia che non ha spaventato la maggior parte dei presenti che ha “combattuto” contro il tempo per vedere questa grande band. Comunque qualcuno che si è “spaventato” per quella pioggerella c’è stato. Ma che metallari siamo se ci facciamo spaventare da due gocce d’acqua? Felicissimo di essere rimasto sotto alla pioggia per assistere allo show degli storici Queensryche. Anzi, devo dire che la pioggia ha donato molto allo show della band, si adattava bene alla loro proposta musicale e sarebbe anche stato bello se i Queensryche avessero riproposto Another Rainy Night, viste le condizioni avverse del tempo (oltretutto è la mia canzone preferita di questa band).

Comunque la setlist è molto equilibrata e troviamo molti classici della band estratti dai due fantastici Rage For Order ed Empire, ed ovviamente un paio di brani direttamente dal recente American Soldiers. Peccato solo per la mancanza di brani da Operation Mindcrime ma alla fine è da anni che portano in tour quell’album per cui è anche giusto sentire brani dagli altri due capolavori della band. Tra i brani presenti in scaletta ricordo la opener Neue Regel (una delle mie preferite), The Whisper, Walk In The Shadows, Screaming In Digital, Silver, A Dead Man’s Words (avrei preferito If I Were King), The Killer, Best I Can, The Thin Line, l’immancabile Jet City Woman e la conclusiva Empire che ha spaccato alla grande.

In questo show abbiamo avuto modo di vedere un Geoff Tate in grandissima forma (anche se il suo microfono all’inizio aveva un volume decisamente troppo basso) ed un Michael Wilton motivatissimo. Da segnalare poi il fatto che Geoff Tate ha suonato pure il sassofono, cosa che dimostra la ricerca del perfezionismo da parte di questa band. Peccato solamente per il problema tecnico che ha intaccato l’introduzione di Best I Can, ma il pubblico Italiano ha incoraggiato la band a proseguire mentre, il tastierista dei Queensryche, ha pronunciato in italiano le seguenti parole: “E che cazzo!”; aggiungendo poi un’altra frase sempre nella nostra lingua che non ricordo più. Insomma, un problema tecnico che si è tramutato quasi in un “siparietto” ma che ha rovinato tutto il phatos creato dall’introduzione di Best I Can. Purtroppo lo show dei Queensryche è stato tagliato di 15 minuti rispetto a quanto previsto; tempo nel quale la band avrebbe potuto suonare qualche pezzo in più.

In definitiva i Queensryche sono piaciuti molto ai presenti che già conoscevano le loro canzoni. Magari, chi non aveva mai sentito nominare questa band, si sarà trovato a fare i conti con canzoni un po’ complicate da assimilare, soprattutto in sede live; ma sicuramente avrà stimolato in loro una grande curiosità.

Le foto che trovate qui sotto provengono da questo blog.

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Un Commento

liquid

Probabilmente sono di parte, essendo i Ryche una delle mie band preferite, ma quella sera sono stati il gruppo che più mi ha sconvolto, in senso positivo.
Ho visto una band in ottima forma; sicuramente un Tate in crescita rispetto alla prestazione a mio parere mediocre dello scorso tour, quello composto dai due mindcrime in contemporanea. La scaletta è stata strepitosa, lasciando il posto a grandi brani presi dai due loro dischi che meglio si integravano al clima un pò glam, un pò hard rock di questo gods of metal, oltre ad altri brani del buon "American Soldier". La pioggia non ha fatto altro che aggiungere atmosfera, purtroppo non assecondata da una quantomai insperata esecuzione di "Another Rainy Night" anche da me più volte invocata.
Bilancio positivissimo per una band che non manca di smentire puntulamente i suoi detrattori, spuntati come funghi dal passo falso "Hear in the now frontier"; i Ryche non sono morti, ma decisamente vivi e vegeti!

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