Motley Crue: Gods Of Metal 27 Giugno 2009 Report

NOTA: Questo è un articolo collegato al report principale del Gods Of Metal 2009 che puoi trovare QUI.

Eccoci all’ultimo evento della serata. Il palco era già pronto, anche se in realtà non sembrava “finito”, ma alla fine si è capito che la scenografia dei Motley Crue era proprio così; ovvero con delle lettere piazzate all’incontrario sullo stage che formavano la parola “Los Angeles”. Sembrava proprio che la scenografia non fosse ancora completata (non ero l'unico a pensarla in questo modo) ed io temevo di dover aspettare chissà quanto tempo prima dell'inizio della loro esibizione. Comunque, passano pochi minuti (che sembrano secoli!) e si sono accendono le luci dietro al palco! La scenografia in questo modo ha guadagnato qualche punto in più, anche se quella degli Heaven And Hell non la batte nessuno. Il concerto oramai stava per iniziare e la stanchezza iniziava a farsi sentire alla grande e la mia preoccupazione principale era quella di non riuscire a resistere ancora per un’ora e mezza, vista la calca che si era formata pochi minuti dopo la fine dell’esibizione degli Heaven And Hell.

Il pubblico del Left Stage continuava a spingere per cercare di guadagnare posizioni, ma con scarso successo. La conseguenza è quella di trovarsi in una situazione ingestibile; completamente schiacciati dalla folla. Fortunatamente il concerto stava per iniziare e da lì a poco quella folla sarà letteralmente spazzata via.

Infatti, dopo un’introduzione che carica il pubblico, partono alla grande i Motley Crue con la fantastica Kickstart My Heart ed i presenti cercano di trovare il loro spazio “pogando” e spingendo via le persone che bloccavano persino il ricambio d'aria. Per circa un minuto mi sono trovato a rimbalzare in giro ma devo ammettere di essermi divertito un casino a farmi spazio tra quella gente che ha continuato a spingere senza cognizione per tutto il pre-concerto e, stranamente, ne sono uscito senza lividi. La scaletta è stata il punto forte dell’esibizione dei Nostri che sono riusciti ad includere gran parte dei loro classici in poco meno di un’ora e un quarto di show. Oltre alla già citata Kickstart My Heart troviamo quindi Shout At The Devil, Live Wire, Wild Side, Primal Scream, Dr. Feelgood, Same Ol’ Situation, Girls Girls Girls, Don’t Go Away Mad (Just Go Away), e le più recenti Saints Of Los Angeles e Motherfucker Of The Year. La conclusione invece è stata affidata, come da copione, ad Home Sweet Home, brano molto “d’effetto” ma che non trovo molto adatto per chiudere un concerto.

I Motley, come sempre, erano scazzatissimi, però questo non ha di certo compromesso la loro esibizione. Mick Mars, ha macinato note su note sulla sua fida chitarra (ho apprezzato molto vederlo suonare sul palco anche se, purtroppo, non gode di ottima salute) e sicuramente è stato lui a fare la parte del leone. Tommy Lee ha picchiato come un dannato per tutto il tempo sulle pelli della sua batteria, Nikki Sixx invece l’ho visto un po’ spento, me lo aspettavo più “carico”, anche se comunque ha fatto il suo dovere. Vince Neil invece è stato grandissimo e nonostante qualche chilo di troppo, rimbalzava da una parte all’altra del palco come se niente fosse. C'è da dire però che, Vince, sulle prime canzoni, ha fatto molta fatica a cantare; però quando sei ad un concerto dei Motley non sei lì per la perfezione musicale, sei lì per far casino! La sua voce nei live, rispetto alla voce registrata su disco, perde molto sulle note più basse ma a mio parere ha cantato abbastanza bene ed ha intrattenuto per bene i fan, regalando al pubblico lo show più movimentato del 27 Giugno.

Oltre ad ascoltare della musica fantastica, abbiamo assistito anche a degli episodi molto divertenti. Un esempio è quando Tommy Lee (letteralmente fuori di testa, sicuramente si sarà fumato qualcosa prima di suonare) ha offerto una bottiglia di un liquore ai fan per poi mettersi a ringraziare il pubblico italiano. Tommy è stato molto simpatico ed ha strappato più volte qualche risata ai presenti. Un altro episodio particolare è stato quando Vince Neil, durante Don’t Go Away Mad (Just Go Away), ha suonato la chitarra. In seguito, anche Tommy Lee ha "cambiato strumento" e si è messo a suonare il pianoforte durante la conclusiva Home Sweet Home. Proprio la scenetta di Home Sweet Home è stata qualcosa di fantastico, con il pubblico che cantava ogni verso di quella canzone, accompagnando Vince Neil fino alla fine del brano. Fantastico anche il momento in cui sono iniziati a volare dappertutto dei palloni bianchi con la scritta “Crue”, una scena spettacolare.

Peccato solamente che tutto sia finito così in fretta, infatti se non sbaglio i Motley Crue hanno terminato circa quindici minuti prima di quanto previsto. Quel tempo poteva venire sfruttato per riproporre l’immancabile Looks That Kill (incredibilmente assente), oppure Too Fast For Love, On With The Show, Too Young To Fall In Love o mille altre canzoni delle quali si sentiva la mancanza. Comunque alla fine, l’esibizione dei Motley Crue è stata quella che mi ha colpito di più e quella per la quale ho sentito proprio il bisogno di cantare insieme al pubblico. Ci voleva proprio un po’ di movimento dopo gli Heaven And Hell, ed i Motley Crue sono riusciti a far saltare tutto il pubblico a ritmo di ottima musica. Anche i Motley Crue si sono rivelati leggende viventi e spero vivamente di rivederli live in futuro. Si arriva così alla fine di un evento spettacolare sulle note di My Way (Frank Sinatra) che accompagna il pubblico all’uscita. Emozionante.


Le foto che trovate nel report provengono da questo blog.

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