Killswitch Engage: Killswitch Engage – Recensione

 KILLSWITCH ENGAGE
Killswitch Engage
Genere: Metalcore
Pubblicazione: 30/06/2009
Tipo: Studio Album
Durata: 38 minuti

7.5/10

Tre anni di trepida attesa ma finalmente possiamo ascoltare cosa hanno ancora da dire i Killswitch Engage. Non contenti di essere una delle band Metalcore più capaci, cercano di innovare il loro sound introducendo una forte dose melodica senza rinunciare al loro stile che li rende unici in un così vasto “mercato”. I Killswitch Engage, con il loro omonimo album, sbaragliano la concorrenza e stupiscono non poco l’ascoltatore.

Sono passati due anni da quell’amato/odiato “As Daylight Dies”. La musica contenuta nel precedente album, infatti, strizzava l’occhio alle sonorità “Emo”, pur non tradendo lo stile dei Killswitch Engage e nemmeno le sonorità Metal a cui i nostri ci hanno abituato negli anni; però, a molti non andò a genio questa cosa. Quindi, per il nuovo album, molti fan speravano in un ritorno alle sonorità di “The End Of Heartache”, oppure a quelle di quel tanto apprezzato “Alive Or Just Breathing”. Nulla di tutto ciò, i Killswitch Engage procedono per la loro strada e tentano di fare qualcosa di nuovo.

Già il titolo dell’album fa pensare; quest’ultimo, infatti, non ha un vero e proprio nome. In gergo, questi tipi di album, si vengono definiti come “self-titled”. Ma la cosa più curiosa è che questo non è il primo album “omonimo” della band, bensì il secondo. E qui è d’obbligo una piccola critica. Come si fa a non trovare un nome per un album? Sono così a corto d’idee i Killswitch Engage? Capisco se fosse il primo “self-titled”, ma addirittura il secondo…

La band si giustifica dicendo che per loro questo album rappresenta un nuovo inizio e che, siccome nessuno aveva in mente titoli decenti, hanno semplicemente pensato di non dargli un nome definito.

Difatti, che questo album sia un nuovo inizio, non lo metto in dubbio. Le sonorità sono cambiate moltissimo rispetto ai precedenti album. No, non abbiamo a che fare con un prodotto che verrà divorato dai cosiddetti “Emo”, abbiamo tra le mani un prodotto di buon Metalcore accostato da un sound nuovo. E’ come se i Killswitch Engage avessero deciso di cambiare la loro “pelle” per dare una rinfrescata al sound, e così è stato. Quindi, niente paura, questi sono sempre i Killswitch Engage che conosciamo noi. Nulla di nuovo sotto al sole, solo qualche soluzione che personalmente mi ha fatto apprezzare ancora di più questo prodotto.

Si inizia quindi con una “Never Again” che forse è la traccia che più ricorda il sound adottato nel precedente album; soprattutto, nell’intermezzo, c’è un pezzo che sembra estratto direttamente da “Eye Of The Storm”. Da qui possiamo subito notare alcune delle nuove sonorità adottate. Queste ultime si fanno ancora più sentire nella successiva “Starting Over”, prima traccia estratta come singolo e della quale è già stato girato un video. Starting Over è sicuramente la traccia più mainstream del lotto ma si fa apprezzare facilmente. Con “The Forgotten” si inizia ad andare sul pesante. Le sonorità diventano quindi più “toste” ma, nel ritornello, sfociano in un mare di melodia. La successiva “Reckoning” è una delle tracce più azzeccate di questo disco e diventerà sicuramente il nuovo cavallo di battaglia dei KSE. L’atmosfera si fa un po’ più triste con “The Return”, brano che vanta un ritornello veramente fantastico. Scommettiamo che sarà il prossimo singolo? Si continua con “A Light In A Darkened World”, traccia che i più attenti conoscono già da tempo. La band ha già presentato questa canzone in diversi concerti ed era sempre stata accolta a braccia aperte dai fan. Come dargli torto? E’ veramente una bellissima canzone. L’unico suo neo è forse il fatto di arrivare troppo presto al punto.

Siamo più o meno a metà album quando le velocissime note di “Take Me Away”, emesse dalla chitarra di Adam Dutkiewicz, ci travolgono in pieno e rapiscono subito la nostra mente. Il brano procede spedito per tutta la sua durata e si farà sicuramente apprezzare sia dai nuovi che dai vecchi fan della band. Diversamente, con “I Would Do Anything” la band si culla un po’ sugli allori proponendo una traccia un po’ spenta e banale. Poco male, con la successiva “Save Me”, Howard Jones & company recuperano terreno proponendo un brano schietto e senza tanti fronzoli che si tramuterà da lì a pochi instanti in un ritornello in pieno stile KSE. Ecco quindi che con “Lost” ci troviamo davanti ad una “simil-Desperate Times”; il drumming lento accompagna la voce di Howard Jones ed il brano acquisisce velocità per poi rallentare ancora in occasione dell’imprevedibile ritornello. Siamo alla fine, non abbiamo a che fare con una canzone fantastica come Reject Yourself del precedente disco ma, “This Is Goodbye”, si rivela azzeccatissima per chiudere questo album. Innanzitutto il titolo è tutto un programma ed inoltre, il ritornello è sicuramente uno dei più riusciti dell’intero album. Degno di nota anche il drumming ben scandito che accompagna le fantastiche melodie delle chitarre.

Ecco quindi che arriviamo alla fine un po’ sorpresi dalle sonorità di questo album. Ci dobbiamo ancora abituare a questo nuovo sound ma, personalmente, sono veramente felice che i Killswitch Engage non siano cambiati più di tanto, diversamente da quanto pensavo. La musica contenuta in questo album è distante dai precedenti lavori ma il riffing e le ritmiche sono sempre in “stile KSE”. Il tutto è accompagnato da una dose melodica che aumenta di album in album, e questo non è un male. Oltretutto in questo album non sento più quelle già citate influenze “emo” che facevano capolino nel precedente album; album totalmente diverso se confrontato a quello in esame.

Se vogliamo proprio trovare difetti in questo fantastico album non possiamo non citare la classica altalenanza che troviamo in tutti gli album più recenti della band. Infatti, i KSE non riescono proprio a trovare la continuità ed, ogni tanto, alcuni brani (giusto un paio) trasmettono veramente poco all’ascoltatore, se confrontati con gli altri. Per il resto, tutto fila liscio come l’olio quindi non esitate ad ascoltare questo fantastico album.

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al Feed RSS; in questo modo potrai ricevere gli aggiornamenti del blog direttamente sul tuo Feed Reader preferito, senza il bisogno di dover tornare tutte le volte su queste pagine. In alternativa puoi diventare Fan del blog su Facebook, in questo modo riceverai gli aggiornamenti direttamente sulla bacheca del tuo profilo.

0 Commenti

Scrivi un Commento

La tua opinione conta...