Heaven And Hell: Gods Of Metal 27 Giugno 2009 Report

NOTA: Questo è un articolo collegato al report principale del Gods Of Metal 2009 che puoi trovare QUI.

Ed ecco che si avvicina il momento più atteso. Una scenografia mastodontica campeggia sul Left Stage. Possiamo osservare delle creature indemoniate che si posano su dei piedistalli, delle ringhiere “funebri” poste davanti agli amplificatori ed una specie di schermo sopra alla batteria di Vinny Appice. Ma forse è proprio la batteria di quest’ultimo che colpisce i presenti. Un drum-kit veramente “cazzuto” con miliardi di tom disposti in una maniera un po’ atipica. L’attesa si fa snervante ma, ad un certo punto, parte la classica introduzione che apre tutti i concerti della band, ovvero E5150. Proprio a ridosso di questa introduzione si sono accesse le luci (in fase di testing) sul palco del Crue Fest ed ecco allora gran parte del pubblico che si gira verso quella parte e lancia dei boati di approvazione senza accorgersi però che le note che escono dalle casse sono degli Heaven And Hell e non è semplice musica di sottofondo. Quando l’introduzione si fa più intensa però, il pubblico capisce che il momento tanto atteso è arrivato e da lì a poco si scatenerà l’inferno. Entra Appice, seguito da Geezer Butler e Tony Iommi che vengono accolti a braccia aperte dai fan. Infine entra Ronnie James Dio che viene accolto da una vera e propria ovazione da parte dei presenti. Tutta la folla, ovviamente, alza le corna in cielo mentre Ronnie James ricambia con lo stesso gesto che fa parte della sua natura (la leggenda narra che il primo ad introdurre il simbolo delle corna nei concerti sia stato proprio lui).

Vedere queste quattro persone davanti ai miei occhi è una cosa fantatica. Loro, i padri del Metal, ad una decina di metri da me. Senza poi parlare della soddisfazione di vedere il classico cenno di Tony Iommi a testa bassa che sorride ai fan in segno di riconoscenza. Geezer Butler non è da meno e se ne sta quasi in disparte con un’atmosfera cupa dipinta sul volto e lascia che sia il suo basso a comunicare per lui. E poi come scordare la posa che assume Ronnie James quando canta? Sono momenti veramente indimenticabili. Ci sarebbe stato da inchinarsi a queste leggende. Ed è questo ciò che mi ha colpito di più degli Heaven And Hell. Si, perché mi piace la loro proposta musicale ma di certo non ne vado matto, soprattutto perché in gran parte sono canzoni piuttosto lente nel riffing; ma comunque la soddisfazione di vederli sul palco è grandissima, aldilà della loro musica.

I brani suonati dalla band sono i classici che si portano dietro da quando hanno iniziato la nuova tournee, ovvero inizio al fulmicotone con The Mob Rules (e vi assicuro che vedere il carismatico Tony Iommi che suona il riff iniziale di questa canzone vale il prezzo del biglietto). Si prosegue poi con la grandissima Children Of The Sea per poi passare ad una “I” che Ronnie James definisce come una delle loro migliori canzoni (io invece non ho mai capito cos’ha di tanto speciale quella canzone). Dopo una grande performance vocale da parte di Ronnie James è il momento di mettere alla prova le canzoni del recente The Devil You Know e quindi parte Bible Black, ottimo brano che rende molto bene anche in sede live. Si procede poi con Time Machine (accolta benissimo dai fan) e Fear che mette a dura prova i timpani dei presenti. Tempo per la storica Falling Off The Edge Of The World e si parte con un’altra canzone estratta dall’ultimo album: Follow The Tears (certo che però avrei apprezzato molto di più una Rock N’ Roll Angel oppure una Eating The Cannibals). Si torna al passato con Die Young cantata dai presenti per poi arrivare all’apice con Heaven And Hell; quest’ultima viene cantata in gran parte dal pubblico. Brano decisamente riuscito che regala uno show visivo pazzesco con fumogeni che partono all’improvviso verso il cielo ed una luce rossa puntata verso Ronnie James che lo fa apparire “indemoniato”. Non so se in giro si trovano foto di quella scena però devo dire che è stata molto d’effetto. Ronnie James assumeva veramente le sembianze di un diavolo, sembrava quasi un’illusione ottica. Peccato che questo brano è stato tirato un po’ troppo per le lunghe (all’incirca 15 minuti su 7 minuti di effettiva durata della versione in studio) anche se, ai presenti, di certo non è dispiaciuto, però se l’avessero accorciata un po’ di più tagliando qualche assolo sarebbe saltato fuori lo spazio per fantastiche canzoni come Turn Up The Night o Lady Evil. Dopo questa epica canzone gli Heaven And Hell si ritirano nel backstage per poi tornare con un bis che prevede un’introduzione a base di Country Girl, tramutata all’improvviso nella fantastica Neon Knights che infiamma lo Stadio Brianteo e conclude questo fantastico show. Alla fine gli Heaven And Hell se ne escono di scena tra i miliardi di applausi da parte del pubblico. Uno show leggendario che i fan non dimenticheranno mai.

Da evidenziare la sublime classe della band e la sbalorditiva prestazione di Ronnie James Dio che non fatica nemmeno sulle note più alte (vi ricordo che ha 67 primavere sulle spalle; ce ne fossero di cantanti come lui…). Stesso discorso per gli altri, con un Tony Iommi che spreme le corde della sua chitarra tirando fuori dei suoni fantastici e degli assoli velocissimi; un Geezer Butler che mette sempre in risalto il suo basso rendendo superfluo l’utilizzo di una seconda chitarra di supporto ed, infine, un Vinny Appice dinamico come non mai che prende letteralmente a mazzate la sua immensa batteria.

Uno spettacolo musicale/visivo di altissimo livello! I Black Sabbath (dite quel che volete ma il nome "Heaven And Hell" gli sta troppo stretto) si confermano come delle leggende viventi. E ricordiamo che hanno praticamente dato il via al nostro genere musicale preferito tanti anni orsono. Non so quanto potranno ancora andare avanti vista la loro età però, per il momento, questi quattro individui fanno mangiare la polvere a tutte le band più giovani facendo leva sulla loro esperienza lavorativa pluri-decennale e, come se non bastasse, rendono ancora in una maniera pazzesca, sotto tutti i punti di vista; è la passione il segreto di tutto ciò e se questo fosse il loro ultimo show in Italia (tocchiamo ferro!) mi riterrò fortunato di averli visti in una forma così smagliante. Nient'altro da aggiungere. It goes on and on and on, Heaven and Hell!


Le foto che trovate nel report provengono da questo blog.

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